Viaggio in Oman: itinerario di 5 giorni e consigli pratici.

5 giorni non bastano per dire di conoscere l’Oman, ma sono sufficienti per farti amare questi territori e questa gente schiva e silenziosa.

Atterriamo di notte all’aeroporto di Muscat, dove con le prime luci dell’alba, visitiamo il mercato del pesce. Segue una visita alla Grande Moschea, una costruzione moderna, veramente immensa, con degli interni davvero sfarzosi. 

grande moschea muscat oman

Abbandonata Muscat ci dirigiamo verso le montagne: lungo il tragitto conosciamo il vero caldo secco, che tocca punte tra i 43 e i 45°C. Fortunatamente lasciata la strada asfaltata, salendo in montagna, un clima più ventilato rende la temperatura più sopportabile. Dopo un saliscendi di tornanti sterrati, dove spesso, a causa della luce abbagliante e l’altezza dei dossi, è difficile vedere la strada, arriviamo a Misfah per il tramonto, dove dormiamo in un’antica oasi, incastrata in cima alla montagna, con vista sul canyon (TripAdvisor QUI). Il padrone di casa ci offre il caffè omanita, al cardamomo, succo d'arancia e datteri buonissimi in grande quantità. La cena, servita a buffet, è fondamentalmente fatta di ingredienti semplici ed essenziali, con una chiara influenza indiana: riso bianco, pollo o capra in umido, verdure speziate e naan.

La mattina seguente visitiamo il villaggio: percorriamo stretti vicoli in salita, passando tra un’abitazione e l’altra; arriviamo al bagno comune riservato alle donne, che affaccia su una vallata aspra e impervia, affinché nessun occhio indiscreto possa spiare. Ripartiamo presto per Bahla, dove facciamo visita all’omonimo forte, costruito tra il tredicesimo e il quattordicesimo secolo e divenuto patrimonio dell’umanità nel 1987.

bahla oman

Proseguiamo il viaggio raggiungendo Jabal Shams, dove intraprendiamo un trekking di un paio d’ore, con un percorso che domina la valle rocciosa; nel cielo vola un’aquila. Nel villaggio acquistiamo piccoli souvenir fatti a mano dalle donne, giochiamo a calcio con dei bambini e lasciamo rubare del cibo alle capre affamate dalle nostre auto. La sera soggiorniamo in un resort di ottimo livello (TripAdvisor QUI), dove una cena semplice è servita a buffet, e mangiamo un fantastico crumble di mele.

Lo spostamento del terzo giorno è più lungo, e ci conduce fino al deserto: lungo il tragitto visitiamo l’antica capitale Nizwa: è venerdì, c’è il mercato degli animali destinati alla macellazione;

Nizwa market oman

una parte è dedicata anche alla vendita di frutta e verdura; al piano superiore dell’edificio, oltre ad oggettistica decisamente poco interessante, si trovano anche ogni tipo di vasi, vasetti e otri di terracotta omanita.

nizwa market oman

Pranziamo in un piccolo ristorantino (che offre anche il wi-fi per noi dipendenti dal web) e ripartiamo durante il pomeriggio per Al-Wasil e nel tragitto ci fermiamo a visitare anche un antico impianto di irrigazione patrimonio dell’Unesco. Giunti a destinazione, percorriamo una pista nel deserto per raggiungere il nostro campo tendato: la poca esperienza ha fatto si che dopo 500 metri fossimo già tutti insabbiati, con la jeep bloccata, derisi da quattro omaniti che scendono dalla loro auto per aiutarci a raggiungere il campo (TripAdvisor QUI).

L’arrivo nel deserto ci lascia senza fiato: una tenda di benvenuto, caffè amanita, frutta, succo d’arancia, acqua e datteri…tanti, buonissimi, datteri.

oman desert

Verso sera, saliamo sulle dune per goderci il tramonto: la fatica è immensa, anche per un percorso limitato, ma lo spettacolo è davvero immancabile. Il rosso del tramonto e la foschia che crea disegni sul sole regnano sovrani; parlare è quasi imbarazzante, inutile.

oman desert camp

Torniamo alle nostre tende, di gran lusso: per ognuna c’è una toilette privata, completa di lavabo doccia, letto matrimoniale a baldacchino con zanzariera, tavolino, attaccapanni e luce elettrica. La cena si consuma nella tenda principale, con il solito buffet a cui si aggiungono spiedini di carne di pecora. La serata si conclude con una chiacchierata intorno al falò.

Poco dopo l’alba, torniamo in cima alle dune: la mattina è più facile e anche se la luce è diversa, il deserto è sempre affascinante…e anche un pò spaventoso; sulla sabbia ci sono le tracce di tantissimi serpenti, che ricoprono praticamente tutta la duna. Dopo la colazione si parte alla volta di Wadi Bani Khalid: un posto incantato, avventuroso e rilassante. È un canyon profondo, con rocce lisce e acqua rinfrescante. Nel fiume ci sono pesciolini che ti fanno…la pedicure. Per noi occidentali non è possibile fare il bagno nel primo tratto di fiume, ed è consigliabile avere il costume intero. Più tardi ci dirigiamo a sud, verso Ja’lan Bani Bu Ali, per visitare la moschea delle 52 cupole. Diversamente dalle aspettative, la moschea è piccola, con 52 cupolette non decorate secondo la tradizione islamica ma in terracotta. L’interno, con soffitti bassi ed una stanza ritmata da una fitta maglia di pilastri, è molto intimo. All’ingresso è chiesto un contributo di qualche Rial.

oman

Dopo la visita procediamo verso la costa, fino all’Oceano Indiano. Lo costeggiamo fino a Ras al- Hadd, dove ci sistemiamo per la notte (TripAdvisor QUI). La cena viene servita su una terrazza vista oceano. Con il buio ci dirigiamo al Ra’s Al Hadd Turtles Nature Reserve, che non è stata sicuramente entusiasmante: prima di andare è consigliato informarsi sul periodo di deposizione delle uova delle tartarughe.

oman

E’ il nostro ultimo giorno. Partiamo in direzione Sud, dove visitiamo il museo navale e proseguiamo verso Wadi Shab, dove dopo un lungo percorso sotto un sole acerrimo e un lungo tratto a nuoto, arriviamo ad una spiaggetta dove trascorriamo qualche ora.

oman

Ci spostiamo alla Bocca del Diavolo, una sorta di cenote, una grotta sotterranea con acqua salata, davvero paradisiaca nonostante il nome. Facciamo ritorno a Muscat: visitiamo il suk per entrare nel vivo della vita cittadina degli omaniti..e per gli ultimi acquisti.

Il viaggio è stato breve, come un assaggio di sapori che lascia fascino e il desiderio di ritornare.

 

CONSIGLI PRATICI PER UN VIAGGIO IN OMAN

 

1) Per la visita alle moschee, è richiesta una particolare attenzione all’abbigliamento: le donne devono essere completamente coperte, con maniche e pantaloni lunghi, velo e poche trasparenze; gli uomini devono indossare pantaloni lunghi. Chiunque abbia tatuaggi in vista deve coprirli.

2) Durante le visite ai villaggi è richiesto il massimo decoro nell’abbigliamento.

3) Se utilizzate il costume da bagno, è preferibile sia intero.

4) Il clima è caldo e secco: nella stagione primaverile (quella del mio viaggio) le temperature diurne erano costanti tra i 43 e i 45 °C, mentre di notte la temperatura scende intorno ai 36°C. Durante l’estate omanita invece, le temperature arrivano anche fino a 52°C.

5) Guidare lungo le piste nel deserto non è semplice e il rischio è quello di rimanere bloccati con il mezzo insabbiato. Bisogna innanzitutto sgonfiare le ruote: nel cassettino delle auto a noleggio dovreste trovare un apposito attrezzo. Su alcune auto trovate il pulsante "anti-slittamento"; niente marcie ridotte (perché scavano troppo). Chiedere informazioni e consigli a qualcuno del posto è sicuramente una buona idea.

Letto 258 volte Ultima modifica il Sabato, 29 Luglio 2017 16:55

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